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Maestrine con la penna rossa (e le mestruazioni)

Ho appena finito di leggere un libro sull’evoluzionismo: L’orologiaio cieco, di Richard Dawkins, biologo considerato una sorta di Odifreddi inglese dato il suo ateismo militante (1). Non ho mai letto libri di Odifreddi, ma l’ho seguito per un po’ ed ho trovato in Dawkins lo stesso difetto: l’atteggiamento da maestrina con la penna rossa. Intendo una certa pedanteria nell’argomentare, un atteggiamento che risulta a volte lezioso. Intendiamoci, il tizio ne sa a pacchi e, anche se stilisticamente non appassiona, le informazioni sono tante e preziose. Solo che il modo di porsi, invece di essere “guarda quante belle cose che ti spiego”, è “ti spiego come rispondere ai minchioni creazionisti così ti diverti a ridicolizzarli”. Abbastanza fastidioso, anche se si deve riconoscere che è doveroso ridicolizzare i minchioni crezionisti.

A ad ogni modo le informazioni fornite sono veramente interessanti e ben spiegate, l’impegno messo per chiarire processi complessi è vasto e lodevole. Solo che, messa così, è totalmente inutile.

Mi spiego: all’inizio Dawkins dichiara esplicitamente di voler persuadere il lettore della veridicità della teoria. A parte il fatto che trattare il lettore come un adepto da indottrinare è una brutta mancanza di rispetto, questa genialata polarizza il pubblico. Quindi, genio, non convincerai nessuno, per il semplice fatto che chiunque comprerà il tuo libro sarà già un convinto darwinista (2).

Personaggi come questi, Dawkins ed Odifreddi, con il loro ateismo vomita-odio, invece di diffondere il pensiero razionale nella società lo relega ad una nicchia perchè alla lunga solo altri odiatori professionisti vorranno starli ad ascoltare.

Tipico membro dell’UAAR

Questa forza centrifuga, totalmente non necessaria, si aggiunge a quella già fin troppo potente della complessità. La scienza è sempre complessa (3) ovvero richiede uno sforzo sia alla sorgente (divulgazione) che al destinatario (compresione), si richiede cioè fatica quindi una volontà esplicita dell’uditore di ricevere informazione. Data la complessità del mondo, infatti, qualsiasi spiegazione di esso o di sue parti sarà necessariamente complessa, almeno un minimo. E sarà comunque un minimo superiore alla complessità di una qualsiasi cosmogonia teologica che è costruita apposta perchè sia spiegabile da un prete con la quinta elementare e comprensibile dal contadino analfabeta.

(1) l’aggettivo tipico delle ideologie associato al pensiero razionalista per antonomasia: praticamente un ossimoro
(2) o al massimo qualche fanatico integralista, rabbioso quanto te, che prova orgasmi bruciando libri eretici
(3) e spesso, ma non necessariamente, anche complicata

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