Archivi del mese: dicembre 2011

Shock the monkey

La superficialità con cui la gggente tente a discutere di certi temi ha dell’incredibile; tendo sempre a sperare che, con il persistere di un certo “tema” nell’opinione pubblica i pareri tendano a maturare, approfondendo almeno in parte la questione. Illuso. Niente di niente, le frasi rimangono sempre le stesse nel più totale appiattimento, diventano quasi dei meme senza nemmeno un webcomic su cui finire.

Insomma, succede che adesso, all improvviso, tutti hanno scoperto che chi comanda viene pagato molto. Wow. Chi l’avrebbe mai detto. Privilegi li chiamano. Certo. Beh vi svelo un segreto, è così che funziona: serve un incentivo a fare del proprio meglio ed a fare carriera. Sentiamo, geni, come convincereste qualcuno a spendere anni ad accumulare le conoscenze, a far maturare i talenti, insomma a fare tutta la trafila necessaria per arrivare ai piani alti? Con uno stipendio da operaio? Ma certo, ovvio.

Affermando l’ovvio, se qualcuno è incompetente nel proprio lavoro QUALSIASI; stipendio sarebbe troppo alto. Se un consigliere comunale non sa fare una ‘O’ col bicchiere,  non è l’auto blu a dare scandalo. Se un parlamentare è stupido, ignorante, gretto e magari anche ladro non è il vitalizio a farmi arrabbiare. E’ il il fatto stesso che stiano lì ad essere indecente, a qualsiasi onorario; il danno sarebbe enorme anche se venissero pagati a mille euro al mese.

In un’ottica meritocratica tutti vorremmo che ai posti di comando ci fossero le persone più competenti nell’ambito competente alla carica rivestita. Per forza di cose, quindi, i dirigenti con più esperienza dovranno venire anche dal privato. Gli stipendi ed i benefit, quindi, dovranno essere necessariamente concorrenziali per rendere appetibili i posti ai manager bravi ed onesti. Altrimenti l’unico motivo per farsi assumere in un’azienda pubblica sarebbe quello mafioso: presidiare un posto di potere per ottenerne i favori.
Come se non bastasse relegando i talenti nel settore privato, oltre a spostare l’incompetenza nel pubblico per polarizzazione, ed azzerando lo scambio tra i due mondi, otteniamo dei politici sempre più di professione ed una amministrazione pubblica sempre più casta. Toh, una delle parole cattive cattive che non vi piacciono tanto in questo periodo.
Quindi chi blatera di parlamentari a mille euro al mese non sa quello che dice, oltre ad illudersi che un provvedimento del genere basti a coprire una manovra finanziaria.


Sul giornale c’è scritto:
puoi fidarti di me
il peggiore di tutti
si è scoperto chi è.


Who ya gonna call?

Ieri, mentre ero sull’autobus (1) riflettevo su un articolo di Paolo Attivissimo, giustamente molto critico su una tizia beccata a truffare la gente millantando poteri paranormali. Mi è venuta in mente un’espressione letta qualche tempo fa: “tassa sulla stupidità” (2); modo gentile per esprimere come questi avvoltoi spillino dei soldi alla parte più intellettualmente fragile della società. Non correggerei in “tassa sull’ignoranza”, dato che anche le schiere dei laureati sono piene di creduloni di vario genere.
Dato che tra i compiti dello stato c’è quello della difesa del cittadino (di ogni cittadino), principalmente da sè stesso, mi sono chiesto come lo stato potrebbe operare in questo caso: la questione è interessante perchè porta ad un cul-de-sac.

Naturalmente la truffa è illegale, ma una condanna del truffatore implica che la vittima riconosca (ammetta?) di essere stata truffata, che vinca la vergogna denunciandolo ed infine che la giustizia dimostri inequivocabilmente la truffa. Ce li vedo Woodcock e Boccassini a dimostrare che quel piattino era mosso dal medium invece che dal povero nonnino morto. Edizione straordinaria: intercettato nonno di Berlusconi dall’aldilà.
Inoltre non si può mettere sotto indagine singolarmente ogni incasso di ogni Divino Otelma che passa.

Se invece si vietasse la commercializzazione di qualsiasi cosa non riconosciuto dalla scienza, ad esempio l’omeopatia, si lascerebbero fuori tutti gli ambiti in cui la scienza non si pronuncia ovvero i campi in cui operano preti, medium e parlatori con l’oltretomba in generale. Sarebbe anche difficile definire legalmente il “riconoscimento scientifico”: non si possono elencare le conoscenze sperimentiali odierne e fissarle per sempre, perchè queste crescono di giorno in giorno; significherebbe vietare la vendita di qualsiasi nuova tecnologia sviluppata da quel momento in poi. Non si può però nemmeno aggiornare periodicamente questo elenco perchè vorrebbe dire spostare il potere legislativo dal parlamento alla comunità scientifica; cosa vagamente anticostituzionale.

Insomma, non se ne esce: possiamo arrestare Vanna Marchi che diagnostica il malocchio saturando di sale l’acqua, ma non possiamo vietare la vendita di acqua distillata a monsieur Boiron o impedire che la gente paghi gli spiritisti perchè parlino col figlio morto.
(1) ho letto l’articolo sull’autobus ed ho segnato qualche appunto per questo post su Google Documents, post che altrimenti avrei dimenticato di scrivere; Android mi sposta il cazzeggio sui tempi morti, non c’è più religione..

(2) non ricordo chi fosse, ricordavo che l’avesse detta uno scienziato ma wikiquote dice che è di uno scrittore di fantascienza; in effetti, più propriamente, si riferiva al gioco


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