Astensione non è astinenza

Sto gradualmente riconsiderando l’idea che l’astensione dal voto sia un male, seguendo il concetto che fosse qualunquismo e quindi dannoso in quanto tale. In quest’ottica vedevo con stupore affluenze del 50-60% nelle cosiddette grandi democrazie, soprattutto confrontandole con il 70-80% italiano.
Consideravo quindi il qualunquismo del “votoSilvio, queglialtri piùttasse” o del “votopiddì che ho votato sempre comunista (o socialista), io!” (*) perfettamente equivalente e sovrapponibile al “fannotuttischifo! non ce lo do il mio voto a quellillà!”. Invece no, quest’ultimo è di gran lunga preferibile.

Ad ogni flessione del numero di votanti ogni partito nota con rammarico la “disaffezione” rilevando che è un “segnale forte di sfiducia nei confronti delle istituzioni” ed un grande “richiamo di responsabilità contro il teatrino della politica”. In effetti, però, la competizione elettorale si basa tutta sulla conquista dei voti dei cosiddetti indecisi (gente che non sa chi votare, ma che comunque vota) piuttosto che sul riportare nell’urna chi non ha la minima intenzione di andarci. Insomma, abbiamo una situazione in cui i partiti, specie quelli grossi, vivono su una rendita, cioè una grossa base di voti sicuri che avrebbero praticamente in ogni caso.

Ad esempio, il PD è una merda pseudoconservatrice che ha il suo 25% di elettori garantito (**). Assicura quindi una carriera ed una fettina di potere più o meno a tutti rimuovendo ad i suoi iscritti ogni sprone a cambiare lo status quo, ovvero quello che dovrebbe essere l’obiettivo di qualsiasi forza progressista. Conclusione: il PD ha troppi voti. (***)

Non ho ancora smesso di considerare il voto consapevole (diverso dal voto impegnato, in senso classico) l’unica via per mantenere sostenibile la democrazia come forma di governo. Non posso però fare a meno di prendere atto che sia merce rara. La qualità è sempre nemica dei grossi numeri ed aumentare il numero dei voti ragionati è arduo. Quello che si può fare è aumentarne percentualmente la rilevanza, auspicando quindi che aumenti l’astensione.

(*) cui va aggiunta la recente deriva dei “Silviommerda!” “Silviofascio!” “dittatura!” e simili..
(**) per i motivi più disparati, dallo spauracchio Silvio al voto a prescindere sinistride, non è un giudizio il mio ma una constatazione
(***) gli elettori del PD mi scuseranno se mi pulisco il culo con la loro par condicio, rinunciando ad esporre le motivazioni secondo le quali il PDL ha troppi voti rispetto a quanti ne meriterebbe, principalmente per motivi di spazio

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