Naturalmente sarebbe più piacevole pensare diversamente: sarebbe più bello credere che la pianta ornamentale che abbiamo nel tinello “senta” le nostre emozioni e reagisca alle nostre parole e ai nostri pensieri; o credere che le sue foglie abbiano un’”aura”, una specie di “corpo astrale” che le avvolge con la sua energia, così come avvolge tutte le altre forme viventi e le rende animate; o che quest’”aura” si modifichi con i nostri sentimenti e i nostri pensieri.
Sarebbe fantastico anche credere che tutti noi possediamo un “fluido” capace di agire sulle cose o sulle persone, attraverso dei trasferimenti o degli scambi di “energie”.
Se si vuol però credere in questi fenomeni straordinari è bene non informarsi troppo, perché si rischia di rimanere delusi, dal momento che la scienza sembra proprio smentirci tutte queste cose, una per una.Naturalmente possiamo (come fanno molti parapsicologi e molti medium) accusare la scienza di non saper vedere al di là di un palmo dal proprio naso, e di fermarsi alla dimensione fisica.
Può darsi. Il fatto è, però, che non si possono confondere le credenze con la conoscenza: sono due cose diverse. Altrimenti si confonde Galileo col Mago Merlino.È una storia vecchia quanto il mondo, e che è cominciata forse quando la prima eclissi di sole vista dall’uomo delle caverne venne interpretata come un segno magico, appartenente a una “dimensione” che non poteva essere solo fisica.
E’ forse deludente scoprire che l’eclissi non è un fenomeno paranormale? E’ meglio continuare a credere che appartenga a una dimensione misteriosa? Personalmente penso che le qualità dell’uomo vengono esaltate dalla sua capacità di elevarsi nella conoscenza, più che nel suo talento di coltivare antiche illusioni.Per far questo, purtroppo, è però necessario rinunciare a un certo mondo incantato; è necessario cioè uscire dalla stanza delle fiabe e dei racconti fantastici. Ciò può essere scomodo e anche deludente. Personalmente non lo penso. Penso che l’avventura dell’intelligenza sia molto più stimolante di quella della credulità. E che il desiderio di scoprire sia più eccitante di quello di rimanere nella stanza delle fiabe.
E credo che, comunque, sia difficile rimanerci quando la porta è ormai aperta.
Tratto da Viaggio nel mondo del paranormale di Piero Angela, 1978.
