Ecco un altro libro trovato nella libreria di casa che conoscevo solo di nome. Spinto dalla voglia di gustarmi questi ultimi giorni di ozio totale ho attaccato a leggere senza rimanere deluso.
Di analisi critiche, riassunti, sintesi e quant’altro se ne trovano ovunque, cartacee o in rete; non staro’ qui a fare nulla di tutto questo: non ne ho ne’ la capacita’ ne’ la qualifica, tanto meno la voglia. Diro’ cosa mi ha colpito, questo si. Per quanto mi riguarda, lo stile, da un punto di vista prettamente estetico, e’ fondamentale nell’economia di un libro. Voglio essere cullato, affascinato dalle frasi; trasportato dolcemente da un concetto all’altro; rapito dalla costruzione dei periodi.
Per questo sono rimasto soddisfatto: per lunghi passi Tomasi di Lampedusa utilizza frasi lunghe, piene di subordinate e coordinate interrotte dal punto solo quando e’ stato esaurito per intero un tema. Il che da un piacevole effetto di ironia di fondo che traspare in filigrana.
Sono libri come questo che aiutano a disintossicarmi dallo stile piatto e arido, seppur necessario, della letteratura scientifica e del rigore matematico.

